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FORD RANGER MS-RT: THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN’
Ci sono veicoli che nascono per svolgere un lavoro.
E poi ce ne sono altri che, a un certo punto della loro storia, decidono di cambiare ruolo, come un attore secondario che improvvisamente si prende la scena da protagonista. Un po’ come “Clint Eastwood”, che da ruoli marginali nei B-movie degli anni cinquanta diventa protagonista assoluto con “Per un Pugno di Dollari”.
Il Ford Ranger MS-RT appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. Non è più soltanto un pick up: è la reinterpretazione contemporanea di un’icona, il momento in cui un mezzo da lavoro smette i panni del comprimario e si concede il lusso di una regia più ambiziosa.

Il Ranger, prima di tutto, è una storia
Per capire questo MS-RT bisogna fare un passo indietro.
Il Ranger non è un nome qualunque nel panorama dei pickup europei: da oltre dieci anni è il veicolo commerciale più venduto del continente, una presenza costante tra cantieri, aziende agricole, flotte e avventure fuori dall’asfalto. È stato il pickup che ha insegnato all’Europa che robustezza e comfort potevano convivere. Che un mezzo da lavoro poteva anche piacere. Che la funzionalità non doveva per forza essere anonima.
Con l’arrivo di questa versione MS-RT, Ford non cancella l’eredità del Ranger: la rilegge, come farebbe un grande scrittore con un classico, aggiornandone il linguaggio senza tradirne l’anima.
MS-RT: il cambio d’abito del pickup.
L’allestimento MS-RT (M-Sport Road Technology) è ciò che accade quando il Ranger incontra il mondo delle competizioni e decide di portarne i segni sulla pelle.
Linee tese, carreggiate allargate, assetto ribassato di 40 mm, cerchi da 21 pollici: il Ranger MS-RT non chiede il permesso, entra in scena come farebbe una colonna sonora di Hans Zimmer, annunciando che qualcosa di importante sta per succedere. Eppure, sotto questa estetica muscolare, il pickup conserva tutta la sua vocazione pratica: portata da una tonnellata, capacità di traino fino a 3.500 kg, trazione integrale permanente. La forma cambia, la sostanza resta.
Il cuore V6: potenza controversa
Se il design è cinema d’azione, il motore V6 3.0 turbodiesel da 245 CV è più vicino a un film di Nolan: potente, stratificato, sorprendentemente razionale. Con 600 Nm di coppia e cambio automatico a 10 rapporti, il Ranger MS-RT muove con facilità carichi reali su terreni reali. Non è esplosivo, ma controllato: una potenza che sa accompagnare e dosarsi.
Come dicevamo, il Ranger MS-RT nasconde un lato più controverso che emerge quando si passa dall’impatto scenografico alla guida reale. L’assetto, coerente con l’impostazione sportiva e ribassata, è piuttosto rigido e in ambito urbano finisce per penalizzare il comfort, risultando meno a suo agio sulle sconnessioni e nel traffico cittadino; al contrario, una volta lanciato, soprattutto in autostrada, il pickup appare ben piantato, stabile e preciso, con uno sterzo comunicativo e mai affaticante. A velocità costante, intorno ai 130 km/h, i consumi sorprendono in positivo, attestandosi nell’ordine dei 13–14 km/l, un dato interessante per un mezzo di questo tipo.
La guida, nel complesso, è più fluida di quanto l’estetica aggressiva lasci immaginare: ok non esplode, ma grazie alla generosa coppia del V6 turbodiesel offre una spinta continua e corposa, efficace se gestita con la marcia giusta, più orientata alla progressione che all’allungo.
Il Pi-Kart: apriamo la strada a un nuovo segmento?
La vera sorpresa arriva in pista, dove abbiamo potuto provarlo sul circuito Tazio Nuvolari di Cervesina. Prendi una curva e trattala male… sì perché è nelle curve più insidiose che questo mezzo si trova più a suo agio. Abbiamo preso curve percorse in traiettoria a 140–150 km/h, e là dove ci si aspetterebbe la classica imbarcata da pickup, il Ranger MS-RT risponde con una precisione inattesa, anche con gli pneumatici invernali che avevamo montati, restituendo una sensazione di controllo che sembra collocarlo a metà strada tra un pickup e un kart, tanto che potremmo definirlo un pi-kart, volendo coniare un nome nuovo per questo segmento (se prende piede vogliamo i diritti!).
Le sospensioni Pedders adottate sul Ranger MS-RT non hanno una vocazione off-road, ma sono parte di una messa a punto specifica orientata alla dinamica stradale. L’assetto ribassato e irrigidito privilegia stabilità, controllo e riduzione del rollio, mentre la presenza di minigonne e la limitata escursione delle sospensioni escludono di fatto l’utilizzo nel fuoristrada tradizionale. Il contesto ideale resta l’asfalto, dove il pickup riesce a esprimere appieno la propria identità sportiva.
Ovviamente, per la presenza di assetto ribassato e minigonne, è evidente che non si tratta di un veicolo pensato per l’off-road tradizionale: l’escursione delle sospensioni è limitata e l’utilizzo fuori dall’asfalto più impegnativo non rientra nella sua vocazione, che resta dichiaratamente orientata all’asfalto e alla dinamica di guida.
Dentro: il luogo dove lavoro e piacere si incontrano
L’abitacolo del Ranger MS-RT è il punto di equilibrio tra due mondi, quello del lavoro e quello del piacere. I sedili sportivi con logo MS-RT, il volante con riferimento centrale e il grande display da 12 pollici con SYNC 4A raccontano un pickup che non ha più paura di piacere, nemmeno a chi, un tempo, lo avrebbe guardato con sospetto. Ogni dettaglio parla di cura e personalità: le finiture scure, le cuciture a contrasto, la posizione di guida rialzata che domina la strada, trasformano l’abitacolo in un piccolo regno in cui convivono potenza e comfort, concretezza e stile. Qui il lavoro non scompare: semplicemente, si fa più comodo, più umano, e allo stesso tempo il Ranger non rinuncia a stupire, a farsi guardare, a farsi guidare come un mezzo che sa che la sua storia non è solo fatica, ma anche piacere di guida.
Un futuro già scritto, ma non scontato
Svelato ufficialmente nel febbraio 2024, il Ranger MS-RT, che attualmente prosegue il suo cammino con la nuova versione PHEV, segna una nuova fase nella storia del pickup Ford più venduto in Europa, portando il V6 diesel e il linguaggio MS-RT su un terreno più maturo e consapevole. In un mercato che chiede forza e affidabilità, il Ranger MS-RT è la risposta che non alza la voce, ma cambia il tono.
Non è un Point Break con il passato, che non rinnega, anzi, lo porta con sé, come una vecchia canzone reinterpretata con strumenti nuovi.
Non è solo tecnologia.
Non è solo stile.
È la dimostrazione che anche un veicolo nato per lavorare può permettersi una narrazione più adulta, più complessa, più umana. E in un mondo che corre veloce verso il futuro senza sempre sapere perché, il Ranger MS-RT fa una cosa controcorrente: arriva forte, ma pensa piano: mantiene il senso di controllo, precisione e maturità nella guida, tipico dell’assetto MS-RT, che privilegia stabilità e piacere di guida più che esplosività pura.
Bob Dylan cantava…
Per tutte queste ragioni il titolo dell’articolo è un brano di Bob Dylan. The Times They Are A-Changin’
che è un manifesto sul cambiamento inevitabile.
Dylan non parla di rivoluzioni rumorose, ma di trasformazioni profonde, che arrivano comunque, anche se qualcuno finge di non vederle. Il messaggio centrale è semplice e potentissimo: chi non accetta il cambiamento verrà superato dal tempo.
Ora, andatevi ad ascoltare il brano. O a ordinare la macchina, fate voi.
ATTENZIONE
In un’era dove le tecnologie si sono evolute, l’elettronica la fa da padrone, semplificando notevolmente la vita dei neofiti, aiutandoli a uscire da situazioni problematiche senza che il conducente si renda conto di quello che realmente sta accadendo tra le ruote del veicolo.
STATE ATTENTI PERÒ LA TECNOLOGIA NON RIMPIAZZA L’ESPERIENZA E LE CAPACITÀ DI GUIDA!
Testo: Gianluca Vittori
Foto e Driver: ©Matteo Marinelli
Foto Dinamiche e Driver: ©Matteo Marinelli / ©Francesco Bruciamonti
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IN COLLABORAZIONE CON:
AUTODROMO TAZIO NUVOLARI – CERVESINA – PV

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