Dayafter

INEOS GRENADIER – OUT OF TIME

Come nella storica serie tv Star Trek, dove l’equipaggio esplorava galassie lontane, anche noi, a bordo di un Ineos Grenadier allestito per i viaggi overlanding, percorriamo strade che ci portano a scoprire mondi nuovi. Non sono pianeti sconosciuti, ma luoghi antichi, sempre esistiti, che ogni volta impariamo a osservare, attraverso le pieghe delle montagne, con uno sguardo diverso.

Passo dei Salati 2980 m slm

SPECIALE ALTE VIE DELLE ALPI – VAL D’AOSTA – Episodio 2

La partenza è da Champoluc: siamo a quota 1.568 metri, coordinate: 45°50′N – 7°44′E. Il piccolo borgo è ancora addormentato, le prime luci del mattino scivolano sui tetti di pietra, mentre noi iniziamo a salire lungo una strada che di solito è riservata ai mezzi di servizio del Monterosa Ski. Qui incontriamo qualche tagliaboschi, alcuni proprietari di rifugi e qualche mezzo a lavoro negli impianti di risalita, poco altro. Grazie ai permessi speciali concessi dal Monterosa Ski, iniziamo il viaggio che ci porterà in luoghi che per molti restano solo una traccia sulla mappa. È come attraversare un confine silenzioso: senza queste autorizzazioni, l’accesso sarebbe vietato.

In questo scenario le montagne, sfumate nella nebbia, sembrano un dipinto di Claude Monet. Le cime
sono ancora immerse in una luce pallida. Il Grenadier avanza lento, il motore sei cilindri in linea borbotta sommessamente.

La Valle d’Aosta si apre davanti a noi come una mappa viva. Piccoli borghi alpini si alternano a valloni silenziosi, dove l’erba alta si muove al ritmo del vento. Salendo verso i pendii più alti del massiccio del Monte Rosa, la montagna appare improvvisa, imponente, con le sue pareti verticali che sembrano galleggiare sopra un mare di nuvole. Il Grenadier si muove senza esitazioni, anche nei tratti più sconnessi: sospensioni robuste, trazione costante, e la sensazione di essere dentro una macchina costruita per questo preciso scopo.

Attraversiamo la natura selvaggia fino a raggiungere il Colle Bettaforca, 2.727 metri, un valico che separa la Val d’Ayas dalla Valle di Gressoney, dove ci siamo fermati per una sosta. Qui lo scenario cambia: restiamo affascinati dai laghetti suggestivi e dai colori del paesaggio. Notiamo diversi pascoli di mucche e pecore che sembrano esprimere chiaramente che il concetto di città è ora un lontano ricordo.

Continuando il percorso incontriamo una risalita molto più ripida e impegnativa, la strada diventa più ostica. Il Grenadier si arrampica deciso, le sospensioni assorbono ogni asperità, e la montagna si apre davanti a noi con un orizzonte nuovo. L’aria si fa più sottile, il silenzio avvolge tutto. La sensazione è quella di essere davvero fuori dal tempo. Il parabrezza del Grenadier è l’apertura su un mondo che si rivela curva dopo curva, perché come diceva John Ruskin (critico e scrittore inglese) “Le montagne sono l’inizio e la fine di ogni paesaggio.”.

Riscendendo verso Staffal, frazione di Gressoney-La-Trinité a 1.830 metri, coordinate 45°85’N – 7°81’E, attraversiamo piste e tracciati che d’inverno si popolano di sciatori, ma che oggi, in estate, sembrano territori dimenticati. La strada è stretta e selvaggia, il Grenadier si muove lento ma inarrestabile e ogni scenario di vallate, boschi di larici e abeti, ponti di pietra che incontriamo è una fotografia da scattare.

Riprendiamo nuovamente a salire, direzione Passo dei Salati, a quota 2.980 metri, coordinate 45°52′33.96′′N – 7°52′04.8′′E. Qui la montagna mostra ancora un altro volto. Il panorama diventa severo, quasi lunare, le vette del Monte Rosa sembrano così vicine da poterle toccare. A questo punto lasciamo il Grenadier e prendiamo la funivia Funifor Passo dei Salati – Punta Indren, che ci porta a 3.200 metri, coordinate 45°89’N, 7°85’E. Il viaggio diventa verticale, un’ascesa sospesa sopra un mare di rocce e ghiaccio, dove l’aria è rarefatta.

L’ultima parte dell’itinerario prosegue a piedi, tra sentieri rocciosi e lingue di neve che conducono lentamente verso il ghiacciaio di Indren, e dove raggiungiamo i 3.448 metri. Il vento è tagliente, il respiro si fa lento, e ogni passo sulla neve dura racconta l’essenza stessa della montagna: potenza, silenzio, bellezza assoluta. Da qui lo sguardo spazia senza limiti, sulle cime del Monte Rosa e oltre. Da qui è possibile raggiungere La Capanna Margherita che è il rifugio più alto d’Europa, che si trova a 4554 metri slm GPS 45° 55′ 38

Il ghiacciaio è qui da secoli, ma oggi ci sembra nuovo, come se si fosse appena formato. Solo per noi. Lo fotografiamo da tutte le angolazioni possibili e mentre osserviamo questo mondo attraverso l’obiettivo, le montagne sembrano osservare noi di ritorno.
Le ombre delle montagne iniziano ad allungare sulla valle. È ora di rientrare. Seguiamo la stessa strada sterrata che ci ha condotti in quota, ma che ora, con la luce del tramonto, rivela dettagli e prospettive nuove. Si vedono le cose da un’altra prospettiva, con altrettanta emozione. Decidiamo di fermarci ai Piani di Verra Superiore, 2.388 metri, dove il paesaggio si addolcisce. Il sole illumina le morene, i torrenti sembrano nastri argentati tra i prati. È il punto perfetto per una sosta caffé: il Grenadier è parcheggiato poco distante, silenzioso e imponente, pronto a riportarci a valle.

In tutto abbiamo percorso quasi 48 km in quota, più altrettanti al ritorno, attraversando sentieri che pochi hanno la possibilità di percorrere. Questo rende il viaggio ancora più prezioso e ci fa sentire dei privilegiati che non vivono soltanto un itinerario, ma tanti stati d’animo da raccontare. Il rientro verso valle è lento, meditativo. Ogni fermata è un’occasione per respirare e osservare. Laghetti alpini nascosti, malghe abbandonate, sentieri che spariscono tra i larici: la montagna invita a rallentare, a guardare, a sentire.

La natura qui è protagonista silenziosa. Nei boschi di larici e abeti rossi, che lasciano filtrare raggi di luce obliqui, non è raro scorgere caprioli che si muovono rapidi tra i cespugli, o sentire il richiamo metallico delle marmotte che sorvegliano la valle dai loro rifugi. Più in alto, dove la vegetazione si dirada e il terreno diventa roccioso, compaiono camosci e stambecchi, padroni di questo ambiente onirico e severo.

In estate, i versanti esplodono di colori: rododendri in fiore, tappeti di genziane blu, mentre i torrenti portano con sé il profumo umido dei muschi. È un ecosistema che cambia rapidamente con la quota, e ogni curva svela una vita nuova, selvaggia e mai addomesticata.
La Valle d’Aosta, così accessibile sulla carta, diventa qui un territorio di scoperta lenta e profonda. Il Grenadier è il compagno ideale: concreto, silenzioso, capace di portarti dove l’asfalto finisce e la montagna riprende il suo dominio; portarti dove, secondo Herman Hesse: “La natura non ha fretta, eppure tutto si realizza.”

La luce diventa dorata. I villaggi della valle cominciano ad accendersi come stelle. Ci fermiamo in una piccola frazione, davanti a una casa di pietra. Il motore del Grenadier si spegne, il silenzio torna assoluto.

Questa non è stata una fuga, ma un ritorno all’essenza: alla natura, alla curiosità, al desiderio di scoprire.

Per noi di RT Earth ogni viaggio è solo un punto di partenza, e presto torneremo per un nuovo, straordinario itinerario. Spoiler: per l’episodio 3 andremo alla scoperta delle vie d’alta quota del Piemonte.

Ringraziamo: Paola Turchetti del Monterosa Ski e i Sindaci dei Comuni che abbiamo attraversato per i permessi e la disponibilità dimostrata per realizzare questo progetto.

Episodio 1 clicca qui

ATTENZIONE

In un’era dove le tecnologie si sono evolute, l’elettronica la fa da padrone, semplificando notevolmente la vita dei fuoristradisti neofiti, aiutandoli a uscire da situazioni problematiche senza che il conducente si renda conto di quello che realmente sta accadendo tra le ruote del veicolo. 

STATE ATTENTI PERÒ LA TECNOLOGIA NON RIMPIAZZA L’ESPERIENZA E LE CAPACITÀ DI GUIDA!

Testo: Gianluca Vittori

Foto Statiche: Matteo Marinelli

Foto Dinamiche: Francesco Bruciamonti

Driver: Matteo Marinelli

Staff R.T. EARTH TEAM

Ringraziamo Matteo Castelli e vi lasciamo il link per approfondire o acquistare questa nuova tenda SUNTOP QUI 

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