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MUSTANG GT CABRIO 2025 – LA BESTIA È FUORI

Ci sono viaggi che non si misurano in chilometri, ma in emozioni, come ci insegna On the road di Kerouak. E ci sono soprattutto auto che non si guidano, si vivono. La nuova Mustang GT 2025 è una di queste. Un V8 “Coyote” da 5 litri, 453 cavalli e un’anima selvaggia: l’abbiamo portata dove la velocità incontra la bellezza, sulle rive del Lago di Garda e poi sull’asfalto rovente del circuito Tazio Nuvolari. Un itinerario che intreccia storia, arte e pura passione per la guida, iniziando dal cuore dannunziano del Vittoriale per concludersi tra i cordoli, con l’adrenalina a mille.

Sul Garda, tra poesia e cavalli americani

Il nostro viaggio inizia nella quiete vibrante dei colli che circondano il Lago di Garda, tra il blu profondo dell’acqua e i riflessi dorati delle ville storiche. È qui che la Mustang GT si fa notare. Capote abbassata, ruggito sommesso e linee aggressive che attraggono sguardi ovunque: sembra quasi fuori dal tempo, eppure perfettamente integrata tra gli ulivi e le curve panoramiche che salgono verso Gardone Riviera.

Prima tappa: il Vittoriale degli Italiani, dove la figura imponente di Gabriele D’Annunzio ancora aleggia tra la vegetazione lussureggiante. La Mustang parcheggiata davanti alla celebre torre, immortalata in scatti da ogni angolazione, pare un omaggio moderno al culto dell’estetica e dell’eccesso dannunziano. Visitiamo la tomba del Vate, il suo Mausoleo, e poi i giardini, in un’atmosfera rarefatta, quasi fuori dal tempo. Ma il V8 scalpita. È tempo di scendere dai colli e puntare verso sud.

Dal silenzio al rombo: direzione pista

Ci lasciamo alle spalle la poesia per entrare nella dimensione pura della velocità. Direzione: circuito Tazio Nuvolari, a pochi chilometri da Pavia. Ad accoglierci Giorgio Traversa, il proprietario dell’autodromo, che ci mette a disposizione un angolo della sua Cascina trasformata in hospitality racing. Il contrasto tra la rustica campagna lombarda e il sound pieno della Mustang crea un mix esplosivo. Siamo pronti a scatenarla.

In pista: la bestia si sveglia

Una volta in modalità Circuito, la GT cambia pelle. Scarico attivo, mappa motore al massimo, sterzo irrigidito: ogni dettaglio è configurabile grazie al nuovo display digitale ad altissima risoluzione. Si possono combinare fino a sette profili personalizzati, modificando assetto, risposta dell’acceleratore, rumore dello scarico e comportamento delle sospensioni. Una tecnologia raffinata, che può essere anche quasi completamente spenta per lasciare spazio al puro istinto meccanico.

La cosa sorprendente è la facilità con cui si raggiungono i 200 km/h, e come tutto sembri naturale: la Mustang è piantata a terra, stabile, comunicativa. Divertente. Ma mai del tutto domabile. La sensazione è quella di stare su un coltello affilato: il grip c’è, ma basta esagerare e la coda accenna una fuga. È esattamente ciò che si cerca in un’auto del genere: il brivido del controllo al limite.

Abbiamo testato anche la velocità massima, autolimitata a 254 km/h. E sì, ci siamo arrivati in un tempo piccolo, come cantavano i Tiromancino.

Su strada: l’anima GT

Fuori dalla pista, la Mustang sorprende per equilibrio. Nonostante la potenza e l’indole sportiva, su strada si dimostra docile. In autostrada abbiamo registrato consumi più che accettabili per un V8: 10-11 km/l, ovviamente a patto di non pestare troppo sull’acceleratore. Basta un sorpasso deciso e i numeri cambiano, ma è il prezzo da pagare se vuoi liberare la bestia sotto al cofano.

La guida è piacevole, ben filtrata anche sulle strade dissestate, grazie a un telaio migliorato rispetto al modello precedente. I sedili sportivi offrono grande comfort, e l’ergonomia generale è buona. Tuttavia, va segnalato che la plancia è affollata da comandi digitali, e alcuni – come quelli del climatizzatore – richiedono attenzione e distolgono lo sguardo dalla strada. Un aspetto da migliorare, specie per chi guida in modo più sportivo.

Design: tradizione che evolve

Esteticamente, questa Mustang GT convince. Il posteriore richiama i modelli storici, con i tre fanali verticali ben separati, mentre il frontale è più affilato. Qualche dettaglio, però, stona: lo spoiler in plastica sotto il paraurti lascia l’amaro in bocca su un’auto di questo livello, dove ci si aspetterebbe il carbonio, almeno in opzione. Ma tutto fa pensare che sulla versione “Dark Horse”, che abbiamo già in programma di provare, questi elementi saranno più curati.

Il sound del V8 è un altro punto forte: cupo, pieno, vibrante. Migliorato rispetto al 2024, anche in modalità scarico standard.

Conclusione

La Mustang GT 2025 è più di un’auto: è un’esperienza. Ti accompagna tra la poesia delle sponde del Garda e l’asfalto della pista con lo stesso spirito ribelle. Una muscle car moderna che non rinnega il passato, ma lo reinterpreta con tecnologia, stile e sostanza.

Il titolo non è casuale. Non ha un significato univoco. Con l’espressione “la bestia è fuori” si intende sia un evento inaspettato e pericoloso, sia la liberazione di una forza interiore. Secondo noi la Mustang esprime bene entrambi questi concetti.

Un consiglio però dobbiamo darvelo. Prestare attenzione e restate concentrati sulla strada, evitando di giocherellare con l’enorme quantità di tasti sulla consolle, sono davvero tanti e potrebero distrarre.

Ora, se la compri, prenota subito una pista. La Mustang GT si sentirà come a casa. E magari, una volta in pista, carica una playlist, ma non i Tiromancino citati prima, con tutto rispetto, qui ci vogliono i Black Sabbat, con Ozzy, seduto sul suo trono nel suo concerto d’addio, che canta Paranoid, per l’ultima volta.

ATTENZIONE

In un’era dove le tecnologie si sono evolute, l’elettronica la fa da padrone, semplificando notevolmente la vita dei neofiti,  aiutandoli a uscire da situazioni problematiche senza che il conducente si renda conto di quello che realmente sta accadendo tra le ruote del veicolo.

STATE ATTENTI PERÒ LA TECNOLOGIA NON RIMPIAZZA L’ESPERIENZA E LE CAPACITÀ DI GUIDA!

Un ricordo speciale al Sig. Guido, appassionato di auto sportive e amante della velocità.

Testo: Gianluca Vittori

Foto e Driver: ©Matteo Marinelli

Foto Dinamiche e Driver: ©Francesco Bruciamonti

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